201901.12
0

Stalker salvato dalla prescrizione, ma la stampa persegue la vittima

La vicenda della mia assistita Patrizia Pagliaroni, vittima di atti persecutori da parte dell’ex partner, è paradigmatica del clima che le donne vittime di stalking e di altre forme di violenza di genere sono costrette a vivere quando trovano il coraggio di chiedere giustizia.

Bisogna fare i conti, infatti, con una gogna mediatica che non fa altro che il gioco degli uomini violenti e induce al silenzio le vittime.

Dinanzi ad un dispositivo della Corte di Cassazione che annulla  la sentenza di secondo grado per i capi civili con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello e rigetta il ricorso dell’imputato agli effetti penali, la stampa tutta, ignorando gli obblighi di rigore e di controllo delle informazioni, sta diffondendo la notizia infondata di un’assoluzione di Buscemi.

E’ invece intervenuta la prescrizione del reato e ciò dopo un processo durato ben dieci anni, nel corso dei quali la mia assistita ha subito lei stessa, in aggiunta alle condotte denunciate, una gravissima vittimizzazione secondaria dovuta ad un trattamento processuale discriminatorio e all’irragionevole durata del processo che ha trasformato la vittima in imputata.

Non sono solo le sentenze a contare per un giudizio politico nei confronti di chi agisce nell’arena pubblica, ma anche il contegno con il quale questo spazio viene occupato. Ed è proprio in tale spazio che la mia assistita si vede ancora bersaglio del processo privato condotto attraverso una campagna diffamatoria costante, fiancheggiata da una stampa superficiale che non esiterò a segnalare alle autorità competenti per i danni arrecati in tutti questi anni.