201705.26
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Niente pena sospesa per il maltrattante: la Cassazione conferma sentenza della Corte di appello di Roma che esclude il beneficio in ragione dell’indole violenta

Con sentenza del 24 gennaio 2017 (dep. 8 maggio 2017) n. 22143/2017 la Corte di Cassazione conferma la condanna per maltrattamenti ottenuta dall’avv. Teresa Manente nei confronti di un uomo che  ha sottoposto la compagna ad abituali violenze psicologiche e fisiche alla presenza della figlia minore.

La Suprema Corte conferma anche l’esclusione del beneficio della pena sospesa: l’art. 163 del codice penale prevede che nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all’arresto per un tempo non superiore a due anni il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto. Nel caso di specie l’avv. Teresa Manente ha richiesto ai giudicanti di tenere conto della gravità delle condotte, della reiterazione delle violenze, dell’indole violenta, invitando a non sottovalutare la pericolosità di coloro che agiscono violenza nelle relazioni di intimità secondo i principi stabiliti dalla CEDU nella sentenza Maiorano e altri  c. Italia del 2009 e richiamando la direttiva 2012/29/UE sui diritti delle vittime.