201701.25
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La Corte di cassazione conferma condanna dell’ex convivente per maltrattamenti fondata sulle sole dichiarazioni della donna.

La Corte di cassazione ha confermato la condanna di un uomo accusato di maltrattamenti nei confronti della sua convivente.

La donna, nel corso della sua relazione, aveva tenuto un diario per contenere la sua rabbia e la sua sofferenza causata dalle violenze psicologiche cui era costantemente sottoposta dal compagno, a volte anche violento fisicamente. Nel suo diario, che è divenuto elemento probatorio come in altri processi, la donna raccontava come l’alternarsi di violenza e pentimento da parte del compagno le rendeva difficile decidere di interrompere la relazione con lui, fino a quando non ha temuto per la sua incolumità e per quella di sua figlia, determinandosi a chiedere aiuto all‘associazione Differenza Donna che l’ha sostenuta durante il suo percorso di uscita dalla situazione di violenza.

La Corte di Cassazione ha confermato il principio per il quale non sono necessari testimoni oculari delle violenze domestiche, ma bastano per ottenere la condanna le dichiarazioni della donna ove risultino intrinsecamente attendibili.

La Cassazione ha inoltre confermato il giudizio di pericolosità emesso nel novembre 2013 dal Tribunale di Roma, sezione I collegiale che non ha concesso il beneficio della pena sospesa.