201506.27
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Risarcimento del danno

Il Risarcimento del danno per le donne vittime di violenza è un diritto fondamentale , necessario per il definitivo riconoscimento delle violazioni subite. Da ultimo la Convenzione di Istanbul entrata in vigore in Italia il primo agosto del 2014 impone agli Stati di adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che le vittime abbiano il diritto di richiedere un risarcimento agli autori di qualsiasi reato previsto dalla presente Convenzione (art. 30.1). Nella realtà dei Tribunali, però, molto spesso le donne non riescono a soddisfare questo importante diritto anche perché gli strumenti esistenti risultano inefficaci e non in grado di prevenire la possibilità che gli imputati occultino il loro patrimonio prima della sentenza definitiva.

La Convenzione chiarisce anche che deve essere lo Stato ad accordare un risarcimento a coloro che abbiano subito gravi pregiudizi all'integrità fisica o alla salute, se la riparazione del danno non è garantita da altre fonti. (art. 30.2)

L’Italia risulta ad oggi sul punto gravemente inadempiente. Infatti, non è stato ancora stanziato dall’Italia un fondo destinato al risarcimento delle vittime di reato di violenza sessuale, nonostante la Direttiva Europea 2004/80CE imponga agli Stati Europei di predisporre un Fondo per le vittime di qualsiasi reato intenzionale e violento, quando non vi sia possibilità di ottenere risarcimento dall’imputato.

 

Lo studio legale Manente & Associate ha vinto un importantissimo ricorso contro lo Stato Italiano, ottenendo la condanna al risarcimento per non aver adempiuto alla Direttiva Europea 2004/80CE privando cosi la vittima di un reato di violenza sessuale del suo diritto stabilito dall’Unione Europea ad essere risarcita per il gravissimo illecito subito.